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La casa dove nacque Degasperi slide

Storia di un edificio

Storia di un edificio

La forza simbolica della sede museale si fonda sul valore storico della casa natale di De Gasperi: il luogo da cui ha preso le mosse la vicenda personale di un protagonista della storia locale, nazionale ed europea del XX secolo.

L’edificio in sé non presenta tuttavia particolari connotazioni, né riflette la condizione originaria se non in termini molto generali. Non sono più ravvisabili, ad esempio, le inferriate delle celle, che caratterizzavano l'edificio della imperial-regia gendarmeria, in cui era arruolato il padre di De Gasperi, Amedeo. Era stato chiamato a Pieve Tesino per occupare il ruolo di capoposto dopo aver esercitato la sua professione in val di Fiemme, dove aveva conosciuto Maria Morandini, che sarebbe divenuta sua sposa.

Non vi erano altri Degasperi (come sappiamo il cognome era originariamente scritto attaccato) in quei paesi del Tesino, che all’epoca vivano la stagione forse più florida del commercio delle stampe, l’attività elettiva dell’intera vallata, che aveva innalzato alla fama famiglie come i Daziaro, i Tessaro, i Fietta e gli Avanzo. Al cospetto di una società che si identificava in una dozzina di ceppi famigliari, i cognomi dei due sposi novelli dovettero suonare del tutto stranieri.

La casa in cui nacque il loro primogenito, Alcide, la ebberoin affitto e prima che diventasse un luogo della memoria trentina, italiana ed europea, conobbe le vicende più dimesse del piccolo paese in cui è inserita. Dopo il passaggio della famiglia De Gasperi, venne acquistata da due diverse famiglie: il piano superiore accolse i turisti che nella prima metà del novecento trovarono nel Tesino una fiorente meta di vacanza, il piano inferiore venne invece abitato da una famiglia locale e, in un secondo momento, ad un'altra famiglia tesina che rientrava nell'Altipiano dopo l'esaurirsi della fortunata stagione del commercio delle stampe, che l'avevano portata a fare fortuna in Francia.

Intanto la piazza antistante, piazza Vaon (oggi piazza Garibaldi) si sviluppava in armonia con il paese. Vicino alla grande fontana trovava posto una piccola balera, fino a quando entrambe non verreno demolite per fare spazio ai primi bagni pubblici del paese. Solo in tempi più recenti venne realizzato lo spazio ora occupato dall'ingresso del museo, che funse per qualche anno da ufficio della locale Pro Loco.

Così, quando la Democrazia Cristiana prima e la Provincia Autonoma di Trento poi decisero di acquistare i due appartamenti di cui si componeva l'immobile, col fine già dichiarato di farne un museo, molte cose erano cambiate dai tempi del gendarme Amedeo.

Resta invece abbastanza fedele alle origini l’intorno, cioè la piccola piazza e, comunque, lo scenario del centro storico del paese: qui si può rintracciare lo “spirito del luogo”. La proposta museale assume come cardine questo valore: la casa come documento delle radici di De Gasperi, presupposto per un viaggio che, partendo dal piccolo paese natale, accompagna il visitatore attraverso le principali tappe della storia di De Gasperi e del Novecento, una storia che culmina con il suo impegno concreto per la costruzione dell’Europa unita.

 

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