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Trentino Book Festival

Trentino Book Festival

La Fondazione al Trentino Book Festival 2017

Giunto alla settima edizione, il Trentino Book Festival si arricchisce della partnership della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi. All’interno della manifestazione, che si svolgerà a Caldonazzo dal 15 al 18 giugno 2017 è ospitato infatti per la prima volta un ciclo di eventi frutto della collaborazione tra i due enti, che intendono così avviare una fattiva collaborazione culturale.

Ecco gli appuntamenti realizzati in collaborazione con la Fondazione.

Giovedì 15 giugno

ore 19, Casa della Cultura

Da Auschwitz alla Siria. La banalità del male spacciata per realismo

Nadia Beber con Carlo Martinelli

Identificare l’altro in base alla sua diversità culturale, intendendola come portatrice di male, proprio perché diversa. Spesso si stigmatizzano il razzismo, l’antisemitismo, il nazismo, ma come un momentaneo imbarbarimento che va consegnato alla Storia, quasi che ci si fosse collettivamente rialzati da una terribile caduta e si fosse ripresa la strada sulla quale si stava procedendo, togliendosi sbrigativamente la polvere di dosso. Ma la tragedia di Auschwitz non è avvenuta in uno spazio vuoto, bensì nei limiti della cultura della civiltà occidentale che purtroppo sembra non garantire alcuna garanzia a una sua ricaduta. “A casa nel mondo” è un libro scritto nella consapevolezza che, al pari dell’odio dell’ebreo o del nomade nel ’900, l’odio per i diversi o per i migranti di oggi è un odio contro noi stessi, perché la nostra stessa storia, quella iniziata duecentomila anni fa, è in fondo la storia di un grande, infinito viaggio.

Venerdì 16 giugno

ore 17.50, Magnifica Corte Trapp

Il nazionalismo in cui ogni altro pensiero affoga

Gad Lerner con Alberto Faustini

"Il nazionalismo è un fiotto in cui ogni altro pensiero affoga”, scriveva Karl Kraus alla vigilia della prima guerra mondiale. Un secolo dopo stiamo di nuovo affogando. Quando il presidente della più grande potenza mondiale esordisce promettendo ai suoi elettori che il muro al confine col Messico verrà costruito, e il pagamento sarà a carico dei vicini. Quando c’è chi consiglia alla Merkel la riesumazione del marco tedesco nell’interesse di una grande Germania. Quando il governo conservatore del Regno Unito pensa di consolidarsi accelerando la Brexit. Non c’è capo di Stato o di governo che oggi non tragga giovamento dalla contestazione pubblica degli organismi sovranazionali del più vario tipo. Il nazionalismo che angosciava Kraus quando nessuno ancora prevedeva durata e dimensioni delle due guerre ravvicinate che stavano per abbattersi nel cuore d’Europa si ripresenta subdolamente come scelta obbligata. Ecco com’è facile ritrovarsi in trincea gli uni contro gli altri, ispirandosi alla retorica dell’amor di patria e alla post-verità. Protezionismo; dazi doganali; muri; autarchia; meglio trattare con i singoli Stati che con l’Ue; se gli altri hanno un califfo, uno zar o un sultano noi ci difenderemo con un Trump… Si comincia così, e ogni altro pensiero affoga.

Sabato 17 giugno

ore 18.30, Casa della Cultura

"Morire al Cairo": i troppi perchè sulla fine di Giulio Regeni

Antonella Beccaria con Lorenzo Ferrari

In collaborazione con Amnesty International Trento 

Quando Giulio Regeni viene trovato morto, in una mattina di inizio febbraio, è subito evidente che molti conti non tornano. Chi ha fatto scomparire il giovane studioso? Perché è stato torturato? Qual è il coinvolgimento dello Stato egiziano? Il passare dei giorni non contribuisce a creare chiarezza, anzi, è fortissima la sensazione di trovarsi di fronte a spiegazioni di comodo. Dove sta la verità? Chi era Regeni, di che cosa si stava occupando in Egitto? Che rapporto ha la sua uccisione con altre violazioni dei diritti umani perpetrate nel Paese? Antonella Beccaria e Gigi Marcucci hanno condotto un’inchiesta approfondita e rigorosa, scavando in Italia e in Egitto, per cercare di portare chiarezza in questa oscura vicenda. Giornalista e scrittrice, Antonella Beccaria lavora per testate giornalistiche e trasmissioni televisive nazionali. Insegna nell’area “non fiction” della Bottega Finzioni, la scuola di scrittura fondata da Carlo Lucarelli, e ha pubblicato diversi libri su stragi, terrorismo, strategia della tensione e malaffare politico.

 

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