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Il Tesino e la sua storia

Il Tesino e la sua storia

Il Tesino e la sua storia

 

Cronache antiche presentano i tesini come una popolazione dedita alla pastorizia e impegnata in spostamenti stagionali con le greggi verso la pianura, dove il clima era più mite e il suolo più generoso. Alla metà del XVI secolo l’estendersi delle campagne coltivate e il conseguente moltiplicarsi dei divieti di pascolo determinò il lento declino di questa attività; fu la molla che spinse i tesini a sperimentare percorsi nuovi e a indirizzarsi verso il commercio, complice anche la nuova impresa di produzione di pietre focaie fondata dai fratelli Gallo di Castello Tesino. La merce aveva bisogno di essere diffusa al di fuori della valle e i pastori, con la loro conoscenza delle vie di comunicazione e la capacità di compiere lunghi spostamenti a piedi, erano gli agenti di vendita ideali.

 

Un secolo più tardi la ditta Gallo, sopraffatta dalla concorrenza francese, cessò l’attività, ma i tesini, ormai divenuti girovaghi, avevano già trovato un’altra merce a cui dedicarsi: le stampe, convenienti, leggere e redditizie. Anche in questo caso, fu la convergenza d’interessi a dare vita a un connubio che durò due secoli: quello con i Remondini di Bassano, che affidarono all’esperienza commerciale degli ambulanti tesini i prodotti della propria stamperia. Il giro d’affari divenne in breve importante, tanto da spingere i Remondini ad aprire un magazzino a Pieve Tesino, presso il quale i girovaghi potessero rifornirsi direttamente.

 

Nel corso dell’Ottocento la ditta bassanese entrò in crisi e fu costretta a cessare l’attività, ma questa fase aprì la strada a un’importante evoluzione che avrebbe portato molti tesini a mettersi in proprio. Infatti, le competenze in campo commerciale, ma anche artistico e culturale acquisite nel corso del tempo, nonché i contatti diretti allacciati in tutta Europa, furono messi a frutto attraverso l’apertura di veri e propri negozi d’arte, lussuosi e alla moda. Non solo: alcuni tesini divennero anche editori, cessando di dipendere dalla produzione altrui.

 

Fu la Grande Guerra a segnare il declino di un’epoca: prima l’interruzione dei traffici commerciali e, poi, il moltiplicarsi delle frontiere, resero estremamente difficoltosi gli spostamenti. L’avvento della fotografia, inoltre, aveva contribuito a rendere le stampe sempre più fuori moda. Il commercio girovago non cessò completamente, ma assunse forme diverse, con viaggi svolti in territori più vicini e con nuovi oggetti di ogni tipo nelle cassèle (le cassette di legno in cui era trasportata la mercanzia): mercerie, articoli di ottica, chincaglierie, semi…

 

Il fenomeno dell’ambulantato si spense quasi definitivamente nel corso del Novecento, ma l’esperienza dei girovaghi non andò perduta: le rimesse degli ambulanti erano servite ad abbellire i paesi e, grazie anche alla bellezza della natura circostante, il Tesino divenne sempre più apprezzato da turisti provenienti da ogni dove. D’altra parte, lo spirito di viaggiatori dei tesini sembrava fatto apposta per comprendere le necessità di chi veniva da lontano e l’apertura mentale tipica delle persone abituate al contatto con popoli diversi li rendeva gli ospiti ideali.

 

Caratteristiche particolari, queste, derivanti da una storia peculiare che in un certo senso accosta gli abitanti di questo territorio al loro illustre conterraneo, Alcide De Gasperi: secoli prima della sua nascita, essi avevano già aperto la strada che dal Tesino porta all’Europa, e oltre.

 

 

 

 

 

 
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